E si continua, popolo, si continua! D&H torna a
molestare gente con le sue domande moleste, e stavolta dà alla sua vittima
prescelta la faccia (completa di ciuffo e basetta) di Diego Perrone. Diego è
Diego, è il cantante dei Medusa, è quello che canta con Caparezza, sì ma
insomma è Diego: è una figura che ormai non ha bisogno di dipendenze di fama, e
lo dimostra sganciando un album come
Dove f
inisce il colore delle f
otograf
ie
lasciate al sole. Ma è anche una figura fatta al 99,9% di Torino, che con
Torino mantiene un legame speciale: nella musica soprattutto, e basta vedere il
video di
Rainy Baby,
release di mezz’ora fa, per capire di cosa parliamo.
E quindi direi..basta
preliminari: è un'intervista, parliamone!
D&H: Dalla sala
prove ai Medusa a “ah si quello che canta con Caparezza”. E adesso solista. Ci
diamo un attimo alla nostalgia gratuita? Dai... Come descrivi la Torino in cui
sei cresciuto come musicista?
Diego: Torino è
sempre stata una città ricca di immaginazione, dovuta probabilmente al fatto
che essendo stata principalmente una città industriale l'unico modo per evadere
dal grigiore quotidiano resta l'immaginazione, appunto. Ricordo ancora il primo
concorso che abbiamo vinto con i Medusa, si chiamava Pagella Rock e forse
esiste ancora una cosa simile. Era un concorso per gruppi emergenti che
provenivano dalle scuole superiori; era eccitante sfidarsi con i propri
coetanei, si parlava di musica, c'erano rivalità aperte ma sane, l'unica pecca
era, e forse fa parte del carattere dei torinesi, la poca cooperazione tra i
gruppi, una sorta di rivalità stimolante ma che ha portato come conseguenza
l'affossamento di gruppi anche validi; ma questo fa parte della vita,
d'altronde il rock’n'roll non è per tutti.
 |
jeunesse dorée. Proprio i Medusa |
D&H: La scena
torinese oggi secondo Diego Perrone.
Diego: La scena
torinese è ricca di nuovi gruppi o solisti interessanti, spesso però la
visibilità che meriterebbero è disattesa, non capisco il perché. E’ colpa della
creatività trita e ritrita di chi scimmiotta ciò che c'è già? O è colpa delle
etichette indipendenti che preferiscono non rischiare e produrre copie di cose
che già esistono? Le domande però, mi rendo conto, qua non le devo fare io…
D&H: Però va ammesso: quelle che ti sei posto tu ci stanno decisamente.
Anyway: a questo
punto, dove sono arrivati/dove stanno andando secondo te i personaggi di quella
scena?
Diego: Tra i progetti
di maggior successo degli ultimi anni ci sono sicuramente i Subsonica che
volente o nolente hanno creato uno stile imitato da tantissimi gruppi, anche gruppi
di consolidato successo hanno guardato al loro sound ed hanno tentato di
carpirne i segreti. Ed è proprio questo che volevo dire prima: loro esistono
già, lo so che è facile essere affascinati da qualcosa che ci piace ma quello è
il loro suono, sono identificati per quello. Non ha senso creare un gruppo
copia sperando che ci sia un pubblico che non si accorga che sono uguali. La
scena rischia di impoverirsi se ci si uniforma ad una moda. Quello dei Sub era
un esempio solo per spiegare che la via più facile non è sempre quella giusta.
Spero infine che la scena non stia andando alla deriva ipnotizzata da linguaggi
che non appartengono alla nostra storia musicale.
D&H: Quindi, finito questo giro critico, fatto questo quadro della situazione...dove ti collochi
tu?
Diego: Mah, non
saprei dire. Sicuramente non mi sento una nuova leva, anche se il mio disco è
diverso da quello che ho fatto fino ad ora. L'ho fatto perché questo e quello
che so fare, cantare, suonare; il resto lascio che lo decidano gli altri: se collocare
o meno la mia musica nel loro Pod
D&H: Anche
ascoltando la chiusura dell’album..Torino, visioni del pianeta, suoni
sull’atmosferico andante... c’è
ancora da
dire, quindi, nel discorso iniziato dai Subsonica?
Diego: La musica
elettronica è sempre stata una mia passione, ho cercato di fare un disco che
riflettesse questa mia inclinazione.
D&H: Anche tu
prima o poi farai il dj?
Diego: Non mi piace
fare il Dj. ovvero mi piacciono i Dj e li rispetto professionalmente ed è anche
per questo che mi sembrerebbe di sminuire il loro lavoro se mi cimentassi anche
io nel mixare dischi. Gia troppi lo fanno ed il risultato è che non c'è più una
serata dove si balli musica coerente. se dovessi scegliere un lavoro
alternativo farei il giardiniere.
D&H: Dalla
frangia ai petardi alla basetta romanticista: biografia tricologica di Diego
Perrone. Capelli diversi per
periodi creativi diversi?
Diego: No, e che mi
piace tagliarmi i capelli da me. sono diventato anche il coiffeur del tour
(tranne che di Capa)
D&H: Allora:
“quello dei Medusa” e “quello che canta con Caparezza” sono risposte già prese.
Quindi, domanda
di rito: secondo te, per cosa sarai ricordato da tutti domani
la settimana prossima e foreverandever?
Diego: Ovviamente per
il mio grande cuore ah ah ah..scherzo..spero di doverla ancora fare la cosa per
la cui sarò ricordato…
D&H: Recensisci
il tuo album come vorresti vederlo recensito dalle riviste e dai blog per te
più importanti.
Ovviamente, non essere timido nel farlo.
Diego: Un bel disco
ascoltatelo e portatelo con voi su un isola deserta oppure perdetevi
ascoltandolo mentre guidate in tangenziale…
Enjoyed, naturalmente..!!
Le prossime puntate sgroppano e scalpitano nelle scuderie D&H.
Sapete già che fare.
Stay Tuna!